News biografia Adriano La Femina:Riscoperta in Archivio: Quando da studente difesi un Capo di Stato alla Sapienza, Contestazione alla Sapienza, 2008: La voce di uno studente di Geografia contro il silenzio.
Agosto 2025. Negli archivi dell'Istituto Geografico di Napoli, tra vecchie mappe e documenti storici, mi sono imbattuto in un'eco del mio passato. Un ricordo ingiallito ma vivido, stampato sulle pagine de “Il Mattino” e di “Avvenire” del 17 gennaio 2008, che ho custodito per anni. Ho rivisto le mie parole, la mia voce da studente di Scienze Geografiche alla Sapienza, in una giornata che segnò profondamente il dibattito pubblico e la mia stessa traiettoria.
All’epoca, la notizia dell’annullamento della visita di Papa Benedetto XVI all’Università La Sapienza, a seguito di vivaci proteste, fece il giro del mondo. Molti videro nell’evento una questione di scontro tra fede e laicità. Per me, però, la questione era ben più radicata nella mia formazione di geografo e nella mia visione del mondo: il Papa era, prima di tutto, un capo di Stato, il rappresentante della Città del Vaticano. La sua visita era, per me, un atto diplomatico e culturale, non un’imposizione religiosa. La Sapienza, con la sua missione universale, avrebbe dovuto essere il luogo ideale per un confronto di idee, non per l’intolleranza.
Fu così che mi trovai, quasi istintivamente, a rompere quello che “Il Mattino” definì “il muro di silenzio e di paura”. Lo storico articolo mi ritrae come "Adriano La Femina di Boscoreale, al quarto anno di geografia", la prima voce a levarsi contro la marea delle proteste. Non fu una difesa ideologica, ma un appello alla ragione, al rispetto e alla dialettica.
La mia posizione trovò spazio anche su “Avvenire”, che colse la mia “verve napoletana” nel difendere non solo il diritto del Papa di intervenire, ma anche i valori di civiltà e rispetto tramandati dai nostri padri. Sostenevo che un’istituzione come la nostra università, il faro della cultura italiana, non potesse negare la parola a una figura di tale autorevolezza.
Rileggere oggi questi articoli, mentre presiedo l'Istituto Geografico di Napoli, mi fa riflettere su quanto quell'episodio abbia contribuito a forgiare il mio senso civico e la mia identità. La difesa della libertà di espressione, del confronto tra culture e della dignità delle istituzioni sono valori che ho portato con me nella mia vita professionale e che, in quella giornata del 2008, ho difeso da giovane studente di geografia.





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